Il progetto
PASOS BCN-MC 2014 [progetto di Tesi di Laurea al Biennio Specialistico in Graphic Design – AbaMc -]
Progetto di ricerca sulle tecniche alternative di stampa artistica (e molto altro). Questo lavoro nasce da un viaggio investigativo e formativo svolto grazie al Programma Erasmus+
Il mio intento era conoscere e approfondire le tradizionali tecniche di stampa quali serigrafia, litografia, tipografia artistica, e legatoria per applicarle all’ambito del Graphic Design, con lo scopo di individuare diverse possibilità di forme visive ed espressive combinando tecniche ed elementi “del passato” con quelle del presente. Durante i processi meccanici di stampa, e durante le lunghe camminate per raggiungere i laboratori della LLotja – la scuola di design che ho frequentato a Barcellona – ho riflettuto sull’importanza del percorso che si compie per raggiungere un obiettivo, acquisire nuove conoscenze e competenze; sull’importanza degli spazi e degli ambienti, dei luoghi e dei pensieri che si sviluppano in queste circostanze.
In tale prospettiva e a conclusione del mio ciclo di studi accademici, ho elaborato alcune considerazioni sulla figura del graphic designer oggi, dello studente di grafica o il creativo. Oggi si tende a esplorare, navigando nell’immenso spazio del web, e spesso si trascura l’osservazione diretta di ciò che ci circonda.
Viaggio, cammino, percorso, spostamento, spazio e ambiente sono diventate le parole chiave per attivare la mia esperienza. Ho deciso dunque di cambiare prospettiva e dare “forma visiva” a ciò che sentivo e che scoprivo paso después paso esplorando la città.
La traduzione letteraria dallo spagnolo all’italiano del termine PASOS conduce a due significati: PASSI (maschile plurale di PASSO) e PASSAGGIO.
Gli elaborati prodotti che concretizzano tutto il concept/studio di ricerca sono:
Il Journal É un ibrido grafico tra il formato tabloid del classico newspaper, il cui scopo è quello di portare notizia in Italia di quanto accaduto in Spagna + alcuni elementi tipici della composizione dell’Art Journal: un diario visivo, dove annotare emozioni, racconti, poesie, disegni, foto, collage e timbri che nasce dalla tecnica dell’altered book che utilizza in maniera composita mixed media. Il tutto ha lo spirito della fanzine per l’uso dell’autoproduzione e della rottura di alcuni canoni di impaginazione grafica.
Note tecniche: Il formato è 290x410mm – impaginato su una gabbia di 4 colonne x 4 righe – scritto in Trade Gothic (font progettato nel 1948 da J.Burke in Usa e pensato per trascrivere testi di magazine e giornali per la sua facile leggibilità) e stampato in digitale su carta Revive 80gr 100% riciclata su fogli da 70x100cm
Ho lavorato con tecniche miste tra collage analogico e digitale, fotocopie e scansioni e rese bitmap ed effetti retino mezzetinte.
“Le notizie” riportate sono:
1) il senso e significato di Pasos nella duplice accezione di Passi e passaggio
2) le tecniche di stampa studiate e come le ho applicate ai progetti
3) la progettazione e creazione del LIBeROGGETTO, il lbro-oggetto che rappresenta materialmente il concetto di “impacchettare e portare a casa” tutta l’esperienza di vita/studio a Barcellona. Qui il grande Munari è stato di enorme ispirazione con i suoi libri illeggibili, ma anche recuperare il lavoro sui libri d’artista dei futuristi e dadaisti o degli appartenenti alla corrente Fluxus sono stati fondamentali, qui faccio cenno anche all’opera di Emilio Isgrò o Yoko Ono (“Grape-Fruit”) negli anni ‘60.
L’indagine introspettiva dell’azione di camminare e muoversi a piedi lasciandosi contaminare, e ispirare dall’ambiente intorno, come il Flaneur di Baudelaire, l’artista dell’Internazionale Situazionista o del gruppo Stalker contemporaneo dove si indaga con l’arte la socialità nello spazio urbano e in generale la psicogeografia. Il saggio di F. Gros “Andare a piedi-filosofia del camminare” ha avuto il suo peso per ritrovarmi nelle descrizioni di alcuni dei protagonisti di questa lettura (Rimbaud, Rousseau, Nietzsche, Gandhi..per citarne alcuni)
Il concetto di AISTHESIS e SINESTESIA per definire la percezione intesa come percezione dell’intelletto e della sollecitazione dei nostri sensi in modo associato e/o combinato grazie alla percezione di un singolo elemento
il caso pratico del fashion brand “Miriam Ponsa” made in Manresa (Bcn) in cui l’omonima stilista adopera la stessa attitudine di ricerca nello spazio per ottonere input visivi e materici che poi trasferisce nelle sue bellissime collezioni di moda.